martedì 4 ottobre 2011

Comunicato Assemblea dei Dipendenti Webred S.p.a. Venerdi’ 30 Settembre 2011

Le RSU, unitamente ai dipendenti Webred S.p.a. giudicano le dichiarazioni alla stampa dell’assessore Rossi, giunte a conclusione di una lunga campagna contro Webred portata avanti negli ultimi mesi, da varie testate giornalistiche, gravi ed inaccettabili per motivi di metodo e di merito:

Per quanto concerne il metodo i dipendenti Webred lamentano l’interruzione improvvisa quanto immotivata del percorso di consultazioni avviato con il precedente assessore Tomassoni e non prontamente riprese con il suo successore;

le ripetute disinformate, contraddittorie e discutibilissime, esternazioni da parte di uomini politici, spesso appartenenti alla maggioranza di governo della regione;

l’assenza, in definitiva, di un interlocutore certo, affidabile e coerente;

Nel merito giudicano assai preoccupante l’evidente incapacità di comprensione delle problematiche legate ad informatica, telematica e servizi, che fa pensare all’inesistenza di un progetto politico regionale sull’informatica, che sia a supporto delle indispensabili riforme per ammodernare ed ampliare i servizi che gli Enti Pubblici devono offrire ai cittadini ed alle imprese dell’Umbria.. In uno scenario in cui la normativa invita ad ottimizzare le risorse con l’accorpamento dei servizi e l’ottimizzazione dei costi sarebbe in controtendenza lo smembramento e smantellamento dell’’azienda di riferimento dell’informatica regionale

I dipendenti Webred fanno notare che se fossero confermate le recenti dichiarazioni dell’assessore Rossi alla stampa si configurerebbe un ennesimo, incoerente e incomprensibile cambio di rotta dell’Amministrazione sulle sorti della in-house regionale.

Si ricorda che Webred, già venduta a Telecom-Finsiel, fu riacquisita quattro anni orsono perché ritenuta strumento indispensabile e strategico per dare vita e governare il processo di sviluppo e integrazione della comunicazione tra tutti i sistemi tecnologici (informatici e telematici) degli enti dell’umbria.

Ciò premesso si impongono alcune domande:

Qualcuno è disposto a spiegare ai cittadini quale sarebbe il vantaggio economico di una nuova alienazione?

Sarebbe razionale e coerente sperperare altro denaro pubblico (o qualche ingenuo pensa che un’operazione di alienazione non comporti costi elevatissimi?) per una nuova contraddittoria quanto fumosa operazione di cessione? A vantaggio dei cittadini umbri tutti o di qualcuno in particolare?

Webred, oggi, costa troppo? Perché costa troppo? Potrebbe costare meno?

Qualcuno all’interno dell’Amministrazione è realmente e puntualmente consapevole di cosa faccia Webred s.p.a. e del suo valore reale per gli enti e i cittadini dell’umbria?

Se il modello “in house” fosse tanto oneroso e sconveniente perché la quasi totalità dele altre regioni d’Italia (in testa le più avanzate economicamente e socialmente) si sarebbero dotate di società in-house per l’informatica e ci investono per farle funzionare al meglio?

Qualcuno è consapevole dei possibili vantaggi di un modello “In House” per l’informatica regionale ben governato?

Nel corso di mesi di incontri con il precedente assessore, mai e’ stata prodotta una evidenza economica che giustificasse l’alienazione dell’azienda, mentre, come abbiamo modestamente suggerito nel corso degli incontri con la proprietà, sarebbe ad esempio sufficiente mutare forma societaria per consentire. hic et nunc. un risparmio netto sull’autoproduzione del 21% (vantaggio impossibile in caso di alienazione).

I dipendenti Webred s.p.a. sono stanchi che sulle loro teste vengano periodicamente condotte “guerre politiche tra fazioni” che nulla hanno a che vedere con il proprio lavoro e denunciano la prolungata ed insistente, quanto disinformata e fuorviante - interessata?- campagna mediatica condotta da taluni organi di stampa per confondere e - disinformare l’opinione pubblica.

A tale proposito si precisano alcuni punti che dalla lettura dei giornali non sono emersi o sono stati scorrettamente rappersentati:

- Webred s.p.a. non ha 450, né 800 dipendenti ma 110;

- i dipendenti Webred s.p.a. non hanno nulla a che fare con lo scandalo denominato “sanitopoli”;

- Webred s.p.a. è di proprietà della Regione; lavoratori non sono dipendenti pubblici ma sono inquadrati dal contratto collettivo del settore del commercio;

- Grazie all’attività dei dipendenti della Webred s.p.a, la Regione Umbria è stata la prima a realizzare l’adeguamento delle procedure informatiche alle nuove normative sul calcolo dei di ticket sanitari, senza che l’utente finale (il cittadino) fosse sottoposto al minimo disagio (in altre realtà, simili massivi aggiornamenti di software hanno comportato paralisi dei servizi di giorni e giorni): perché sulla stampa non se ne è data notizia?

Tutto ciò premesso i dipendenti Webred si vedono costretti a richiamare con forza i soggetti interessati da questa vicenda a rientrare con coerenza ognuno nei propri ruoli, dimostrando con chiarezza e alla luce del sole le proprie inequivocabili posizioni con l’impegno ad effettuare le scelte opportune per il bene della collettività, nella salvaguardia del lavoro e dell’occupazione, nel rispetto della dignità di lavoratori professionalmente qualificati, nel mantenimento della governance del settore per i servizi informatici in capo ai cittadini e alle P.A. umbre, garantendo l’efficientamento necessario all’abbattimento dei costi di funzionamento della macchina pubblica. Obiettivi certamente non raggiungibili con fantasiose operazioni di alienazione a privati e la conseguente perdita di governo del comparto.

Ad esito della assemblea straordinaria le RSU unitamente ai dipendenti Webred proclamano lo stato di agitazione e chiedono un incontro immediato alla Presidente della Regione Umbria affinchè sia fatta finalmente chiarezza sulla posizione della Giunta nei confronti di una vicenda che si trascina ormai da troppo tempo.

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